Tutti a tavola… che tortura!
Giu201306

[da S.O.S. Tata Magazine n. 7]

In questa famiglia impazienza, nervosismo e ansie la fanno da padrone sia a pranzo sia a cena. Così, i bambini diventano capricciosi e i genitori si limitano a minacciare e punire

Al momento dei pasti la tensione sale alle stelle: per mamma e papà creare un po’ di armonia è sempre più complicato. Spesso scambiano anche le legittime richieste dei bambini per capricci. Le loro osservazioni e i continui rimproveri peggiorano la situazione. In realtà è la coppia che non riesce più a comunicare e riversa sui figli le proprie difficoltà. Siamo a Roma. Qui vivono Franco e Simona, i genitori di tre bambini belli e vivaci: Flavio di 7 anni, Federico di 6 e Fabio di 2. Dopo 11 anni di matrimonio, la loro relazione non è più quella di un tempo e le incomprensioni hanno preso il sopravvento. Nella quotidianità, il malcontento non permette alla famiglia di rilassarsi. Anche ritrovarsi all’ora dei pasti non è un piacere, ma una fatica quasi insopportabile. Si mangia per necessità e nessuno si gode veramente la pausa. A tutto ciò, si aggiungono le continue proteste di Flavio, le urla di Federico e le birichinate del più piccolo di casa.
TROPPI RIMPROVERI, POCO RISPETTO
Simona vive una fase di stanchezza e si sente “incastrata” nel ruolo di moglie. Con il marito crede di avere ormai molto poco da condividere. L’insoddisfazione per un rapporto sfilacciato si manifesta soprattutto a tavola. Quando si trovano uno di fronte all’altro, i coniugi non si parlano e sfogano le loro frustrazioni sui bambini. In particolare a pranzo e a cena, quando nei confronti dei piccoli esercitano un controllo troppo rigido: non li ascoltano, non ne rispettano i gusti e li costringono a mangiare anche quando non hanno più fame. C’è un problema di comunicazione e il cibo diventa un modo attraverso il quale s’impongono, senza tenere in conto le preferenze dei figli, che reagiscono con insofferenza, sfuggendo all’autorità. E così, farli rimanere seduti a tavola è un sacrificio.
PORZIONI ESAGERATE
Mamma Simona e papà Franco devono imparare ad avere rispetto dei propri bambini se vogliono essere ascoltati. In primo luogo, il pasto non può limitarsi a un insieme di imposizioni e ricatti. Non è un gioco di forza, ma un momento d’incontro e condivisione. È importante coinvolgere i figli nella scelta dei cibi da mangiare. Assecondarli nelle loro preferenze è un modo per gratificarli. Inoltre, non è necessario insistere quando sono sazi, ma bisogna concedere loro la libertà di lasciare qualcosa nel piatto. Quindi, convinco i genitori a non servire ai bambini porzioni esagerate. In questo modo, i piccoli possono scegliere autonomamente di avere altre pietanze, in base alle loro necessità e all’appetito. Il mio consiglio viene messo in atto e i bimbi sembrano apprezzare molto questo cambiamento. Papà Franco mette porzioni di pasta ridotte (o meglio, più a misura di bimbi) nei piatti dei tre figli, che mangiano tutto senza problemi e in tranquillità. E qualcuno chiede anche il bis. Il pasto, finalmente, si svolge in un clima sereno e rilassato. Scompaiono i capricci dei bambini, che adesso mangiano senza il bisogno di costrizioni, promesse oppure di ricatti.