Troppo sale non fa bene al bambino. Ecco i consigli dei pediatri
Mar201315

Secondo un’indagine condotta nel Regno Unito, a cura della WASH (World Action on Salt and Health, la cui missione è migliorare la salute mondiale attraverso una graduale riduzione del consumo di sale) quasi 3 bambini su 4 assumono ogni giorno una quantità di sale superiore a quella massima raccomandata (400 mg al giorno fino ai 12 mesi). Anche nel nostro paese il consumo medio di sale pro capite è di 10 grammi al giorno, e il 90% della popolazione (inclusi bambini e adolescenti) eccede il limite massimo definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità di 5 grammi al giorno, quando in realtà la quantità di sale naturalmente contenuta negli alimenti, senza alcuna aggiunta, è sufficiente.
In questi giorni si svolge (fino al 17 marzo) la Settimana mondiale per la riduzione del consumo di sale, alla quale partecipano i pediatri italiani, che hanno stilato dieci regole “scaccia-sale” per aiutare i genitori ai fornelli. Alla campagna partecipa anche la Società italiana di nutrizione umana (Sinu) e il Gruppo di lavoro intersocietario per la riduzione del consumo di sodio in Italia (Gircsi).
Claudio Maffeis, docente di Pediatria all’Università di Verona, spiega: “Il sale è un nemico della salute del bambino. Spesso le mamme lo considerano alleato per facilitare l’approccio del figlio a un nuovo cibo o per stimolare il suo appetito, ma in realtà è dannoso per la sua salute, presente e futura. Esiste una relazione tra precoce esposizione al sale, sin dai primi anni di vita, e rischio di obesità e ipertensione nelle età successive: un bambino abituato a eccedere le dosi consigliate di sodio è potenzialmente un adulto iperteso”.
Niente paura, per insegnare al piccolo sane abitudini alimentari occorrono alcuni piccoli accorgimenti: non aggiungere sale nelle pappe, usare ingredienti a basso contenuto di sale per il primo anno di vita e proseguire quanto più a lungo possibile; cuocere la pasta senza aggiungere sale nell’acqua e quando si assaggia la pappa, non affidarsi al proprio gusto per testarne la bontà, ma lasciare al bambino la possibilità di apprezzare il gusto più naturale del cibo. Nel caso manchi il latte materno prima dell’anno, preferire i latti specifici in formula, evitando il latte vaccino. Come condimenti, usare aceto e limone al posto del sale e, dopo i due anni, preferire aromi, spezie ed erbe aromatiche. Infine, eliminare i cibi fritti e prediligere cotture al vapore o al cartoccio che permettono di trattenere il sapore proprio degli alimenti.

[Fonte: Corriere.it – Foto by TooFarNorth on Flickr.com]