Tagli sul cibo dei bebè: la crisi colpisce proprio tutti
Apr201324

Se è vero che la crisi non può permettersi di intaccare alcuni ambiti del mercato, o almeno così si è sempre pensato, adesso bisogna ricredersi. Per la prima volta dal dopoguerra, le famiglie risparmiano sui prodotti dedicati ai più piccoli, compreso il cibo, anzi soprattutto sul loro cibo. Ecco ciò che emerge dal 1° Rapporto annuale sui comportamenti d’acquisto nella maternità realizzato da Marketing Management, Istituto di ricerche statistiche e sondaggi di opinione, effettuato sul Panel MaterCom – 2000 mamme di tutta Italia con figli da 0 a 36 mesi o in stato interessante – e presentato all’Università IULM di Milano.
Nel 2012 il valore del mercato dei Baby product si è attestato intorno ai 2 miliardi di euro, le famiglie hanno ridotto gli acquisti del 43% rispetto al 2011. Ciò che incide di più è l’ambito alimentare, 62% del valore totale: latte artificiale, omogeneizzati, biscotti, formaggini e yogurt fresco. I prodotti per la pulizia del bambino (come salviette detergenti, olio, prodotti per il bagnetto, shampoo, latte detergente), incidono per il 13%, mentre il risparmio sui prodotti per la nutrizione (succhietti, biberon, tettarelle, sterilizzatori, frullatori, bavaglini, etc.) risulta pari al 25% del valore totale. Un dato importante è quello che riguarda il calo di acquisto del latte artificiale (23,7 milioni di euro in meno rispetto al 2011): le mamme lo sostituiscono con quello materno o con quello a lunga conservazione; calano anche omogenizzati e yogurt e per risparmiare le famiglie italiane attuano un piano ben preciso: la riduzione dei consumi, l’incremento del ricorso agli acquisti promozionali, il maggior utilizzo delle piccole marche, il ricorso all’utilizzo dei prodotti per adulti anche per i più piccoli, nonché l’incremento dell’acquisto di Private Label.

[Fonte: Lastampa.it – Foto by eyeliam on Flickr.com]