Quel bambino sempre arrabbiato
Apr201329

[Tratto da S.O.S. Tata Magazine n.6]

Risponde male ai genitori, fa continui capricci ed è violento con il fratellino. Il motivo c’è: mamma e papà da qualche tempo lo trascurano un po’.
Spintoni, gomitate e altre piccole angherie. Simone quando si arrabbia non risparmia proprio niente al fratellino Luca, specialmente se i genitori sono distratti e “il campo è libero”. Proprio un bel guaio: basta perderli d’occhio anche solo per qualche minuto per trovarli in pieno combattimento. Per il primogenito, infatti, ogni scusa è buona per prendersela con il piccolo di casa: un gioco che non vuole mollare, uno spazio che rivendica tutto per sé, o anche il semplice fastidio della sua presenza… Mamma e papà non capiscono da cosa nasca tanta rabbia e non sanno cosa fare per calmarlo.
CHI CI VA DI MEZZO?
Siamo a Pontida, in provincia di Bergamo, dove vive la famiglia Rinaldi. La mamma Iolanda è impiegata in un’agenzia immobiliare, mentre papà Massimiliano fa l’operaio. Ed è proprio lui che durante il giorno si occupa delle faccende di casa e dei due figli: Simone di 6 anni e Luca di 2. Ma se con il più piccolo, dolce e coccolone, la situazione è abbastanza sotto controllo, chi dà del vero filo da torcere è Simone. Il bambino molto spesso è scontroso, fa capricci e ogni volta finisce per sfogare la sua rabbia con il fratellino. I genitori, preoccupati da questa aggressività, hanno finito con l’avere un atteggiamento molto protettivo nei confronti di Luca a scapito del primogenito.
AI FIGLI, LE STESSE ATTENZIONI
Simone è un bambino insicuro che si è sentito messo da parte dai genitori, per questo a volte è aggressivo con suo fratello. In realtà è desideroso di instaurare relazioni nuove, ma Luca occupa tutti i suoi spazi. Iolanda e Massimiliano si comportano in modo diverso con i figli: al piccolo è concesso tutto, non ha regole né limiti, qualunque sua richiesta è sempre giustificata. Per Simone è l’esatto opposto: le sue esigenze non sono tenute in considerazione. Spiego ai genitori che Luca, essendo molto piccolo, necessita certamente di più cure rispetto al fratello primogenito, ma non di maggiori attenzioni! Di queste ne hanno bisogno tutti e due alla stessa maniera.
CURARE LA RELAZIONE
Per cercare di recuperare il rapporto con il più grande, consiglio al papà di passare più tempo con lui. Gli propongo di giocare con Simone e di trascorrere da soli una giornata fuori casa, senza dimenticare di lodare i successi del bambino per infondergli sicurezza. Mamma Iolanda, invece, deve prendere l’abitudine di cercare un po’ di più il primogenito. Le suggerisco, non appena rientra a casa dal lavoro, di correre subito da lui, di guardarlo negli occhi, ascoltarlo, trasmettergli le sue emozioni e il suo affetto. Simone si è chiuso in sé stesso e tentare di comunicare con lui è difficile, ma bisogna insistere. I genitori mettono in pratica i miei consigli e pian piano il bimbo comincia ad aprirsi e a lasciarsi coinvolgere. Iolanda si impegna molto cercando di dedicare al figlio maggiori attenzioni e di rassicurarlo tutte le volte che serve. Così, il bambino finalmente accetta le manifestazioni d’affetto della mamma e instaura con il padre un rapporto più profondo, fatto anche di complicità. Sentendosi più coccolato e sostenuto dai genitori, Simone è più sereno e si mostra anche più sollecito nei confronti del piccolo Luca. “Abbiamo capito – dicono Iolanda e Massimiliano – che dobbiamo dividere le attenzioni ugualmente tra i nostri due figli”. Ora tra i due fratelli c’è una nuova e bella armonia, per il bene di tutta la famiglia.

[Testo e Foto di S.O.S. Tata Magazine n.6 questo mese in edicola]