Quando litigare vuol dire distinguersi
Mag201327

[Da S.O.S. Tata Magazine n.7]

Due gemelli molto spesso in conflitto che, crescendo, sentono il bisogno di affermare le loro identità. E lo scontro diventa violento, con spintoni e botte.

Tirare su due bambini di appena tre anni è una sfida impegnativa. La gioia è doppia, ma lo sono anche le difficoltà. Soprattutto se, con il tempo, i due sono diventati veri e propri lottatori! Sempre pronti a darsele di santa ragione. Morsi, schiaffi e parolacce sono pane quotidiano. Mamma e papà, dopo l’esperienza di un parto prematuro, sono diventati molto protettivi con loro, in particolare con Lillo, che ha rischiato di non farcela. La sua grinta, però, gli ha permesso di vincere. Forte e determinato anche più del fratello, a cui capita spesso di avere la peggio! A Roma vivono i componenti della famiglia Cavalieri: mamma Pamela, papà Massimiliano, e i gemelli Lillo e Roberto di tre anni. Due piccole pesti che insieme ne combinano di tutti i colori. Non c’è verso di tenerli a bada, sono veramente imprevedibili. Si sfidano di continuo e per qualsiasi cosa. Al minimo pretesto, scoppia la lite. Nonostante abbiano tutti i giochi identici, trovano sempre un “valido” motivo per dichiararsi guerra. Si lanciano addosso oggetti di tutte le dimensioni e si avventano l’uno sull’altro a rischio di farsi davvero male. Ma, fortunatamente, anche la pace arriva all’improvviso e le tenerezze riportano il sereno. Gli atteggiamenti dei bambini, però, preoccupano tanto i genitori. Praticamente costretti a vigilare di continuo.
UNA SCELTA SBAGLIATA
La mamma ama vestire Lillo e Roberto allo stesso modo. Per loro compra anche i medesimi giocattoli: dalle macchinine agli aeroplani, tutto è acquistato doppio. Cercando di prevenire i litigi tra i fratellini, li uniforma. Non distingue i loro gusti e finisce col considerarli una stessa persona. Così i bimbi bisticciano per tutto, nel tentativo di affermare le loro identità. Per i genitori, le liti improvvise scaturiscano dagli attacchi di gelosia di Roberto, che vedrebbe nel gemello un rivale. A causa delle complicazioni postparto, sanno di aver riservato a Lillo maggiori attenzioni. Pertanto, temono di essere i soli responsabili delle zuffe.
ESIGENZA DI DIFFERENZIARSI
Questi genitori sono molto preoccupati di non essere all’altezza del loro compito e si mettono in discussione anche più del necessario. In realtà, stanno facendo un buon lavoro e devono saperlo apprezzare. I comportamenti aggressivi dei due figli sono una normale conseguenza di una ricerca d’identità, legata al percorso di crescita. È sufficiente che imparino a gestire la conflittualità senza sentirsi colpevoli. Per limitare le baruffe quotidiane, basta consentire a ognuno dei bambini di esprimere le proprie preferenze. È importante evitare di omologarli. Inoltre, quando Pamela e Massimiliano etichettano Lillo come il gemello debole commettono uno sbaglio: le difficoltà che il bambino ha superato grazie al loro aiuto, non solo lo hanno reso più forte, ma addirittura prepotente. Sbagliano anche con Roberto obbligandolo a identificarsi nella parte del fratello protettivo. I ruoli non sono mai così netti e definiti. Quindi, per limitare i litigi e, allo stesso tempo, permettere a entrambi i gemelli di affermare la propria individualità, consiglio ai genitori di aiutarli a mettere in due scatole separate i giocattoli pericolosi, con cui possono farsi male. Successivamente, Lillo e Roberto potranno scegliere quali giochi, tra quelli rimasti, tenere per loro. Alla fine, mamma e papà notano con stupore che i fratelli hanno fatto scelte completamente diverse riguardo ai giocattoli. Quest’attività ha permesso ai genitori di prendere coscienza del fatto che i loro figli, anche se gemelli, sono due persone distinte, con esigenze e gusti diversi, com’è giusto che sia. Questa consapevolezza permetterà loro di seguire i bimbi in maniera più adatta. Inoltre, senza quell’eccessivo bisogno di affermare la proprie singolarità, i piccoli non litigheranno più così tanto e in modo violento come prima.