Prepotente e senza freni
Mag201306

[Da S.O.S. Tata Magazine n.6]

È la regina indiscussa della casa, sembra quasi che tutta la famiglia sia in balia dei suoi capricci. La mamma e il papà non sanno dire no alle sue richieste. Ma qualche sistema per recuperare c’è…

Strilla, piange, punta i piedi e non molla finché non ottiene quello che vuole. Gaia è la piccola peste di casa. Ha sette anni e un bel caratterino. Ogni volta che esce con i genitori vuole che le comprino qualcosa, che poi, sistematicamente, dimentica in fretta. Così, anche se i giocattoli si accumulano nella sua cameretta, ne pretende sempre di nuovi. Vuole mangiare da sola senza sentire ragioni ed essere sempre accontentata, altrimenti sono guai per tutti: inizia una serie infinita di capricci e non c’è verso di farla smettere. In più, ha spesso atteggiamenti infantili rispetto alla sua età, tanto che qualche volta sembra più piccola di Luca, il fratellino di due anni.
PICCOLA MA INDOMABILE
La famiglia Tassinari vive a Ferrara in una villa spaziosa e confortevole in cui non manca niente, tranne, forse, un po’ di rigore. I genitori hanno grandi difficoltà a imporsi sui figli e, in particolare, su Gaia. Mamma Elga, impiegata di 34 anni, già al primo pianto della figlia cede ed esaudisce ogni sua richiesta. Neanche papà Filippo, imprenditore di 36 anni, sembra essere di grande aiuto nello stabilire un po’ di regole in casa. Lui è un gran giocherellone e ama molto scherzare con i suoi bambini, ma quando arriva l’ora di essere fermi e decisi nei divieti scappa. Non riesce a dire di no ai piccoli, né a rimproverarli. Così, con due genitori un po’ troppo accondiscendenti e un fratellino di soli due anni, è quasi sempre la primogenita ad avere la meglio su tutti.
L’ANGOLO DEL CAPRICCIO
A Gaia le è stato consentito di fare quello che voleva, anche adesso che è abbastanza grande da capire che alcuni suoi atteggiamenti sono sbagliati. Le continue monellerie non derivano dalla gelosia nei confronti di Luca, ma sono il modo che lei utilizza per attirare l’attenzione. Elga e Filippo non hanno mai fatto piani educativi per i loro figli e adesso si ritrovano a non sapere come arginare le insistenti richieste della bambina se non soddisfacendole. Propongo ai genitori di creare “l’angolo dei capricci”, un posto nella casa dove sistemare una sedia e far sedere la bambina quando comincia a fare troppe bizze. Lasciarla lì per qualche minuto le permetterà di riflettere su quello che ha fatto, sulle sue monellerie, rendendosi conto da sola che quegli atteggiamenti sono sbagliati. Quindi, suggerisco a Elga e Filippo di mostrarsi più determinati e attuare il mio consiglio. Gaia, al primo capriccio non accontentato, comincia a strillare e a piangere per ottenere quello che vuole. All’inizio è dura, ma i genitori, superando le prime difficoltà, riescono a far sedere la piccola. Dopo un po’, una volta compreso che urlare non serve più, la bambina si calma da sola e va a chiedere scusa a mamma e papà per il suo comportamento. E tutto questo senza ulteriori interventi dei genitori! La mamma è veramente soddisfatta: “Gaia ha capito in maniera del tutto autonoma che i capricci non portano a niente. In più, io e mio marito abbiamo compreso che ai figli bisogna dire no qualche volta, per il loro bene”.