Nei giorni della merla è meglio l’aria aperta
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Siamo nel pieno dei cosiddetti giorni della merla (29, 30, 31 gennaio), cioè il periodo più freddo dell’anno. Durante l’inverno la tendenza è tenere i bambini chiusi in casa per evitare malattie e contagi. In realtà all’aria aperta i piccoli corrono molto meno rischi infettivi rispetto a quando si trovano in locali chiusi. Questa è l’opinione espressa da Antonino Reale, responsabile del pronto soccorso ed emergenza del Bambino Gesù, all’Adnkronos: “Evitare di restare tutto il giorno chiusi dentro casa durante i giorni più freddi, sfruttando per esempio le ore più calde della giornata e un appropriato abbigliamento invernale, non aumenterà le probabilità di prendersi un bel raffreddore e, anzi, diminuiranno le occasioni di entrare in contatto con virus che attaccano le vie respiratorie”. A tal proposito, infatti, il soggiornare in ambienti chiusi permette il diffondersi dei virus attraverso gli starnuti, i colpi di tosse, il contatto con oggetti manipolati da altre persone affette. Per questo il lavaggio delle mani rimane sempre un presidio essenziale nella prevenzione del contagio. Per evitare i malanni di stagione, quando si è all’aperto, è opportuno utilizzare un abbigliamento adeguato: far indossare cappello, sciarpa e guanti, soprattutto se le temperature tendono ad abbassarsi. È importante coprire orecchie e gola al fine di evitare otiti e bronchioliti, molto frequenti in questa stagione; infatti, coprire maggiormente le estremità evita un’importante dispersione termica. Qualora gli indumenti si dovessero bagnare giocando sulla neve o sciando, vanno asciugati accuratamente. Sempre per quanto riguarda l’abbigliamento, è consigliata la classica vestizione “a cipolla”, in modo che, quando si entra in ambienti più caldi, si possa alleggerirsi dei vestiti, poiché le eccessive variazioni termiche possono costituire un fattore favorente l’instaurarsi di infezioni, specie virali.
Infine, per mantenere un’adeguata temperatura corporea è necessario un adeguato “carburante” che produca energia termica. Per questo motivo, per far fronte alle diverse richieste metaboliche, si consiglia un maggior apporto calorico e un adeguato apporto di liquidi. Un’ultima avvertenza: per i bambini con patologie croniche quali cardiopatie o anemie croniche, in caso di freddo particolarmente intenso devono essere osservate maggiori precauzioni. È quindi sconsigliato recarsi in montagna a quote elevate.

[Foto: tOrange.biz]