Nanna serena per bambini e mamme
Mag201322

Bambini in fasce e mamme disperate ogni volta che devono farli addormentare. Sì, perché sebbene far addormentare serenamente e velocemente un bambino non sempre sia un’impresa facile, una volta che ci si riesce le mamme hanno solo un unico pensiero in testa: speriamo di riuscire a dormire e speriamo che non si svegli.
Sì, perché i risvegli improvvisi dei bambini spesso sono fonte di stress anche e soprattutto per i genitori che spesso attuano un comportamento sbagliato nei confronti del pianto durante la nanna.
L’istinto infatti vorrebbe che “soccorrere” il bambino, coccolarlo e rimetterlo a dormire nella culla, sia la diretta conseguenza di una corsa dalla propria camera da letto a quella del piccolo per evitare la “tortura” per le orecchie. Niente di più sbagliato.
Come consigliano medici e pediatri, correre immediatamente dal bambino una volta cominciato il pianto sarà un vizio che a breve termine vostro figlio riconoscerà come legittimo e possibile. Se ad ogni pianto corrispondono una coccola e il calore materno e paterno, ovviamente il pianto sarà un vero e proprio mezzo per attirare l’attenzione.
Durante la notte un bambino ha normalmente quattro o cinque risvegli, ad ognuno dei quali mette in atto una serie di suoi meccanismi per superare il difficile periodo di transizione che sta fra la veglia e il sonno – come succhiare il ciuccio, il dito, tirare il lenzuolino, abbracciare il pupazzo, ecc… Sono molti i bimbi che, contestualmente, iniziano ad emettere vagiti, piangere, strillare. Il consiglio degli esperti è quello di attendere almeno due minuti dall’inizio del pianto: nella maggior parte dei casi, questo cesserà molto prima della scadenza di tale tempo e il pupo si riaddormenterà da solo. Se invece il lamento continua, allora sarà bene andare a controllare, ma in punta di piedi, piano piano, per intervenire solo in presenza di un reale problema (il bimbo è caduto, ha avuto un rigurgito, etc.).
Insomma, è richiesto a mamme e papà un piccolo sforzo e tanta pazienza, così da insegnare al bambino sin da subito qual è il giusto modo di affrontare i risvegli notturni.

[Fonte: Lastampa.it – Foto by robscomputer on Flickr.com]