L’acido folico in gravidanza riduce il rischio di autismo per il nascituro
Feb201320

Una ricerca del Norwegian Institute of Public Health e della Columbia University di New York, pubblicata sulla rivista Journal of the American Medical Association (Jama), ha stabilito che assumere integratori di acido folico all’inizio della gravidanza, da quattro settimane prima a otto settimane dopo, può ridurre del 40% il rischio di autismo per il nascituro.
L’acido folico e i folati sono vitamine del gruppo B coinvolti nella sintesi di molecole importanti come il Dna e l’Rna. Sono essenziali, quindi, per le cellule che vanno incontro a processi di differenziazione e rapida proliferazione, vedi cellule del sangue e della pelle, e sono particolarmente importanti durante la formazione dell’embrione. L’acido folico, seppur presente in natura nella carne, nel lievito di birra e in molti vegetali (asparagi, carciofi, verdure, arance e agrumi), viene ridotto notevolmente durante la cottura (circa 80%). Per questo è necessario che le donne lo integrino nella dieta. Negli Stati Uniti, Canada e Cile, l’acido folico viene aggiunto alla farina, in modo da fornire automaticamente la vitamina ai consumatori. Mentre in Norvegia (come in Italia) non c’è questo tipo di iniziativa. Nel nostro paese i ginecologi lo prescrivono in gravidanza – i più saggi lo consigliano anche prima dell’inizio della gravidanza, a chi cerca un figlio – contro spina bifida, anencefalia, vizi cardiaci e numerose malattie neurologiche, ma finora non era nota la correlazione con l’autismo. 
La ricerca, frutto di una collaborazione a livello internazionale tra Usa e Norvegia, ha realizzato un monitoraggio su larga scala per verificare l’interazione tra acido folico e lo sviluppo di disturbi neurologici, tra cui l’autismo. Sono stati esaminati 85.176 piccoli nati tra il 2002 e il 2008 e anche i loro genitori hanno partecipato allo studio. Ebbene le madri che hanno assunto integratori di acido folico all’inizio della gravidanza hanno avuto un rischio ridotto del 40% di avere figli con un disturbo autistico rispetto alle coetanee che non hanno preso l’acido folico.

[Fonte: Corriere.it – Foto by harinaivoteza on Flickr.com]