I genitori divorziano? Linee guida per l’ascolto dei minori
Feb201307

Stando ai dati Istat, nel 2010 le separazioni in Italia hanno raggiunto quota 140mila: quasi il doppio rispetto al 1995 e senza contare le coppie di fatto; il 43% ha riguardato matrimoni con figli anche molto piccoli. Inutile dire che in momenti come questi, i figli vivono un momento molto difficile ed è quindi opportuno che vengano ascoltati e sostenuti. Al fine di tutelare il bene dei bambini, l’Ordine degli Psicologi del Lazio ha redatto le Linee guida per l’ascolto del minore in separazioni e divorzi. La legge prevede che – in caso di separazioni – il giudice debba assicurarsi che vengano individuate le soluzioni migliori rispetto all’affidamento e mantenimento dei figli. Quando la separazione non è consensuale e c’è un conflitto tra padre e madre “può essere necessario ascoltare il minore”, precisa Marisa Malagoli Togliatti, professore ordinario presso la facoltà di Medicina e psicologia dell’Università La Sapienza di Roma, che ha coordinato la redazione delle Linee guida e curato il libro Bambini in tribunale (Raffaello Cortina Editore, 2011).
Chi se ne occupa e come avviene l’ascolto del bambino? Se il bambino ha compiuto dodici anni, in genere viene sentito direttamente dal giudice. Altrimenti da uno psicologo incaricato che, in qualità di consulente tecnico di ufficio, deve rendere noto al minore che chi lo ascolta riferirà al giudice le sue opinioni e che questi le valuterà con grande attenzione, ma poi deciderà anche in base alle considerazioni di mamma e papà. È necessario che l’esperto utilizzi un linguaggio semplice e non lo faccia sentire responsabile della conflittualità tra madre e padre o delle preferenze che potrà esprimere riguardo all’organizzazione futura della sua vita. In entrambi i casi, il minore deve essere accolto in un luogo adatto, messo a proprio agio, senza subire lunghe attese. 
Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva e autore del libro Vi lasciate o mi lasciate. Come spiegare a un figlio la separazione dei genitori (Edizioni Erickson, 2009), consiglia di evitare frasi che mettano il piccolo al centro della separazione, ad esempio “lo faccio per te” o “mi devo preoccupare del tuo futuro”, o frasi che mettano in cattiva luce l’altro genitore. Pellai inoltre consiglia di rimanere coppia genitoriale senza essere coppia affettiva, ossia rassicurando il figlio che ci si lascia come coppia senza lasciare lui. È anche importante mantenere le stesse abitudini, come “dormire in letti diversi ma avere le stesse lenzuola. Fare colazione in case differenti ma avere il medesimo biscotto”, spiega Pellai. Questo aiuta il bambino a far fronte al senso d’imprevedibile che lo destabilizza.

[Fonte Corriere della Sera]