Gli occhialini 3D danneggiano gli occhi dei bambini? La risposta è no
Mar201314

“La tecnologia 3D non danneggia la vista ed è innocua anche per gli occhi dei bimbi. Desidero rassicurare i genitori”. Parola di Matteo Piovella, presidente della Società oftalmologica italiana (Soi), che inoltre rivela un effetto positivo osservato dagli oftalmologi: “Abbiamo dimostrato, con un parere tecnico, che far vedere a un bimbo un film 3D è anche un test per capire se c’è qualcosa che non va. Se il piccolo inforca gli occhialini e non riesce a vedere in 3D è un segnale che possono esserci dei disturbi oculari. Nelle mamme si accende un campanello d’allarme che le spinge a far visitare i figli”. Secondo Piovella, con l’uso di occhialini monouso e se questi sono conformi alle normative, i film in 3D si trasformano in involontari strumenti di diagnosi tempestiva. “Funzionano come il test della stereopsi, che è un esame obbligatorio che noi facciamo ai bimbi, ma sono più piacevoli. Dunque uno spettacolo cinematografico o un film su un televisore 3D si rivela per noi come un test esterno e ci aiuta a identificare poi una serie di patologie. Perché chi non ha una perfetta visione in entrambi gli occhi non riesce a trarre vantaggio dal 3D”, continua Piovella. E sull’iniziativa del Codacons – che ha presentato esposti alle procure d’Italia e ai Nas, chiedendo di estendere le indagini anche ai televisori con tecnologia 3D in commercio, nei casi in cui siano venduti senza rispettare le indicate prescrizioni di sicurezza, risultando così pericolosi per i consumatori – Piovella precisa: “Ho massimo rispetto per chi si spende per incrementare la cultura e l’informazione sul corretto uso delle nuove tecnologie. Ma devo ribadire che l’unica problematica reale sul 3D è stata quella dell’occhiale che deve essere monouso. Per il resto non c’è pericolo. Non si danneggia la vista dei bimbi acquistando una tv 3D o portandoli al cinema per un film tridimensionale. Credo inoltre che difficilmente si porti un bimbo con meno di 3 anni al cinema. E comunque ci sono ricerche che correggono il tiro rispetto alla teoria secondo cui lo sviluppo della motilità oculare nei bimbi avviene entro i tre anni. Riteniamo che entro il primo anno di vita sia già tutto a posto”. Per Piovella occorre “solo buonsenso”. Il Presidente del Soi si dice altresì d’accordo sul fatto che si debba prestare attenzione ai più piccoli e seguirli nel loro approccio alle tecnologie in generale, ma che occorre sgombrare il campo da eventuali inesattezze e conclude: “In Italia, fra le altre cose, abbiamo le mamme più attente d’Europa. Detto questo, tutte le azioni finalizzate a creare maggiore cultura a tutela dei più piccoli ci vedono schierati a favore, sempre nella correttezza e nella trasparenza. Certo è obbligatorio affermare l’innocuità del 3D, che non fa male se non si resta attaccati davanti a uno schermo per 24 ore di seguito”. Le rassicuranti considerazioni del presidente del Soi “poggiano sia sulla letteratura internazionale che sui risultati di un nostro screening condotto tempo fa su 500 persone tra adulti e bambini”, al fine di identificare le persone che, potenzialmente, sono iper suscettibili ai meccanismi alla base della visione in 3D virtuale. E Piovella chiude in maniera perentoria la questione sul 3D e i bambini: “Vorrei ricordare che l’Italia è l’unico Paese al mondo dove è stata posta sul tavolo una problematica del genere”.
A noi ha convinto. E a voi?

[Fonte: Lastampa.it – Foto by nlnnet on Flickr.com]