Dentista: una famiglia su tre lo evita
Apr201330

La crisi si fa sentire in ogni ambito della nostra vita e se proprio ieri parlavamo di quanto sia difficile farvi fronte, oggi ci ritroviamo a ribadire il concetto. Le famiglie italiane sono al risparmio, stringono la cinghia come mai prima nella storia e spesso e volentieri a risentirne sono le cure e le attenzioni per i bambini. L’allarme stavolta è stato lanciato dai docenti di Odontoiatria, riuniti in congresso, secondo i quali una famiglia su tre non porta più i figli a curare i denti per le difficoltà economiche. Molti così optano per le strutture pubbliche (con un aumento delle richieste del 20% nel 2012), che però sono al collasso. I dentisti in centri pubblici sono solo 3.500, appena 140 gli igienisti dentali, più di 4 milioni le prestazioni ambulatoriali erogate ogni anno nei 367 ambulatori delle strutture universitarie e delle Asl, nei 146 centri attrezzati in strutture ospedaliere e nei 224 ambulatori dei Distretti Socio Sanitari.
Antonella Polimeni, presidente del Collegio Nazionale dei Docenti di Odontoiatria e direttore del Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche dell’Università Sapienza di Roma spiega: “In Italia il 90-95 % dell’assistenza odontoiatrica è garantita da studi privati . A causa della crisi i genitori portano i bambini dal dentista per la prima visita, ma poi rinunciano alle terapie: alcuni definitivamente, altri chiedono se è possibile mettere l’apparecchio a distanza di un paio d’anni. Purtroppo il 90% dei bambini ha bisogno dell’apparecchio e un numero sempre maggiore di famiglie si rivolge al Servizio Sanitario, che sta rischiando di esplodere”.
Il costo per gli apparecchi sono decisamente alti e molto spesso le famiglie non possono permetterseli: vi basti pensare che una terapia adeguata fra i 6 e i 14 anni avrebbe un costo che si aggira intorno ai 4.500-6.500 euro. Nel 2012 le richieste di apparecchi per correggere i denti sono crollate del 40%. Cresce la richiesta di pagamenti dilazionati e prestiti, e c’è addirittura, dicono i medici, chi chiede un anticipo del Tfr per pagare le cure. Sottolinea la Polimeni: “Le famiglie italiane iniziano a tirare la cinghia anche per la salute di ciò che hanno di più caro al mondo, i propri figli, con un risparmio spesso solo temporaneo, anzi con il rischio di un incremento di spesa perché se si rinuncia o si rinviano le cure si rischia poi di dover affrontare interventi più importanti e costosi”.
Per ridurre il carico economico sulle famiglie, a costo zero per lo Stato, il Collegio dei professori universitari, le Associazioni dei professionisti e le imprese del settore hanno approvato un documento con cui si chiede la possibilità di detrarre dalle imposte le spese dentistiche e di offrire benefici fiscali agli studi che investono in innovazioni tecnologiche. L’obiettivo è anche combattere la piaga dell’evasione, a fronte di un fatturato di 6 miliardi di euro di spesa da parte degli italiani. Il provvedimento dovrebbe anche ridurre l’abusivismo che riguarda 15mila operatori senza credenziali che oltre a evadere le tasse sono un pericolo per la salute. A tutto questo si aggiunge il fatto che molti italiani si curano i denti all’estero.

[Fonte: Corriere.it – Foto by bearbooandyumyum on Flickr.com]