Bambini e otite. Ciuccio e biberon ne aumentano il rischio
Gen201328

Con la stagione invernale aumentano le patologie dei nostri piccoli. Tra i problemi ricorrenti – nei bambini con meno di tre anni – c’è l’otite. Secondo i pediatri riuniti a Firenze per il Congresso della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica, sussistono diversi fattori di rischio, modificando i quali si può ridurre la possibilità di contrarre l’otite. Tra i fattori di rischio ci sono: la frequenza del nido o della scuola dell’infanzia, l’esposizione al fumo passivo, l’uso del ciuccio e l’allattamento artificiale. In questo senso, adeguate misure igieniche nelle scuole materne, come un accurato lavaggio delle mani o l’uso di soluzioni alcoliche, può ridurre di poco meno del 30% i casi di otite media. Allattare al seno il bimbo per almeno tre mesi riduce il rischio del 13%, se si prosegue fino a sei mesi la probabilità di otiti cala del 50%, con un effetto protettivo che si mantiene per tutto il primo anno di vita. In chi usa il ciuccio con continuità, invece, è stato dimostrato un incremento del rischio del 30%. Allo stesso modo, anche il fumo passivo respirato crea disturbi all’orecchio (e non solo!).

La cura più efficace in caso di otite sono gli antibiotici: in genere il disturbo migliora nel giro di 48-72 ore dall’inizio della cura. Ovviamente è essenziale una buona diagnosi e una scelta dell’antibiotico adeguato al tipo batterio responsabile dell’otite; in caso contrario la probabilità di non riuscire a risolvere il problema può arrivare anche al 60%, con il rischio che l’infiammazione si ripresenti ( otiti ricorrenti). Occorre notare infine che l’infezione batterica rimane per settimane o mesi dopo l’episodio, provocando una ricaduta nel giro di qualche settimana. Non ci si deve preoccupare quindi, almeno finché non tornano i sintomi: in questi casi è opportuna una visita specialistica per individuare la cura più adatta, che elimini dall’orecchio ma anche dalle sue vicinanze tutti i batteri che possono provocare otiti. Una visita specialistica è comunque in grado di individuare la cura più adatta che elimini dall’orecchio, ma anche dalle sue vicinanze, tutti i batteri che possono provocare otiti.

[Fonte: Corriere.it]