Bambine svogliate a scuola? Tutta colpa del ferro
Giu201310

L’anno scolastico per qualcuno è già terminato e per i più grandi è ormai agli sgoccioli, l’estate è alle porte e anche stavolta i vostri figli stanno tirando un sospiro di sollievo e sono pronti a godersi le meritate vacanze. Sappiate comunque che se le vostre figlie hanno la tendenza ad essere svogliate e poco propositive tra i banchi di scuola e anche a casa, non sempre si tratta di pure e semplice pigrizia, c’è dell’altro, potrebbero avere una mancanza di ferro.
Come spiega Alessandra Graziottin, direttore del Centro di ginecologia e sessuologia medica del San Raffaele Resnati di Milano, durante una conferenza stampa sulla contraccezione nel capoluogo lombardo: “L’anemia da carenza di ferro è un grosso problema per le giovani. Molte ragazzine in questa stagione sono anemiche, deboli, non hanno concentrazione, fanno fatica. Quando siamo anemici siamo come una Ferrari senza il carburante, non riusciamo a fare, a pensare, a decidere, a concentrarci”. Assumere la giusta quantità di ferro, soprattutto in un’età delicata come l’adolescenza, è una condizione immancabile utile e fondamentale anche per la prevenzione di deficit cognitivi e depressione. Prosegue ancora Alessandra Graziottin: “Senza il ferro 4 aree del cervello`cardinali´ per l’adolescente, vengono compromesse: l’ippocampo, che è il centro della memoria, lo striato, che è uno dei grandi centri del coordinamento del movimento, l’amigdala, che controlla le emozioni, e la corteccia prefrontale, che aiuta ad inibire l’impulsività. Con una riduzione di queste performance, chiaramente a scuola si va peggio, e si è sempre meno motivati”.
Le adolescenti sono spesso “vittime” di un flusso mestruale abbondante che causa loro un’importante mancanza di ferro e conseguentemente di energia e carica: “Con flussi abbondanti l’anemia aumenta da 2 a 5 volte, la depressione raddoppia, la dismenorrea aumenta di 5 volte, raddoppia il rischio di endometriosi, e aumenta l’abbandono dello sport”. La soluzione? Fornire una dieta ad hoc e mirata, far assumere alle ragazze ferro e in casi estremi – e previa consultazione medica e ginecologica – servirsi della pillola: “La pillola può dare una riduzione di quantità e durata del flusso. Già dopo il primo mese le ragazze cominciano a sentire un’altra energia, un’altra voglia di fare, non hanno un cattivo carattere e non sono svogliate: mancavano semplicemente i mattoni con cui costruire l’energia e la voglia di fare. Quindi, potranno stare meglio, studiare più volentieri”.

[Fonte: Lastampa.it – Foto by Brad Flickinger on Flickr.com]