Allergie ai pollini? Ecco i consigli per affrontarle
Apr201319

Primavera croce e delizia. Arriva il caldo, arrivano le belle giornate, addio ingombranti maglioni, pesanti cappotti e via a t-shirt, pantaloncini e buonumore. Finalmente la bella stagione è arrivata a tutti gli effetti – e ci ha fatto rendere conto che quelle di mezzo non esistono più – e assieme a tanti pro, ecco uno dei contro che maggiormente ci peseguita e tendenzialmente colpisce i più piccoli. Stiamo parlando delle allergie che sono sempre in agguato e ci aspettano al varco.
Proprio perché le mezze stagioni non esistono più, il caldo e le temperature più alte sono la causa di un più lungo periodo di fioritura e di impollinazione e, di conseguenza, anche il periodo di comparsa dei sintomi da allergia. La stagione dei pollini inizia a gennaio-febbraio (con il polline di cipresso) e si conclude a settembre-ottobre (con ambrosia e artemisia). Ma la massima concentrazione dei vari tipi di polline nell’aria si registra solitamente tra aprile e giugno. Questo vuol dire che chi soffre di allergie è costantemente in balìa di fastidiosi starnuti, spesso col naso chiuso e costretto a respirare dalla bocca, frequente lacrimazione, occhi rossi, respiro affannoso e chi più ne ha più ne metta.
Roberto Bernardini, presidente della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP) e direttore della UOC Pediatria presso l’Ospedale San Giuseppe di Empoli, spiega quanti bambini vengono colpiti da fastidiosi disturbi allergici: “In oltre il 20% dei bambini delle scuole elementari e in oltre il 30% degli adolescenti italiani, che presentano congiuntivite, rinite (comunemente chiamato “raffreddore da fieno”), addirittura asma”. Continua il presidente: “Alcuni bambini possono essere allergici a più tipi di pollini, prodotti in vari periodi dell’anno, e quindi soffrire di allergia costantemente per quasi tutto l’anno. È importante una corretta diagnosi che individui a quale polline il bambino è allergico per attuare trattamenti specifici. La diagnosi, naturalmente, deve essere eseguita da un pediatra specialista anche in allergologia e immunologia clinica oppure con riconosciute competenze in questo settore”.
I pollini che causano allergie nei bambini sono principalmente quelli di graminacee, parietaria, olivo, cipresso, ambrosia, artemisia, betulla, nocciolo, proprio per questa ragione, perché in tanti parchi cittadini sono le piante più frequenti da incontrare, sono consigliati un visita allergologica effettuata in fase acuta, al momento dei sintomi, test cutanei (prick test) ed eventuale prelievo di sangue. In alcuni casi il fai da te non è consigliato, anzi, è altamente rischioso e bisogna seguire scrupolosamente le istruzioni dello specialista. Oltre ad antistaminici, cortisonici, antileucotrienici e decogestionanti nasali, lo specialista può prescrivere anche una immunoterapia specifica (il cosiddetto “vaccino per l’allergia”). Tale immunoterapia specifica, specialmente per i pollini di graminacee ed utilizzando la formulazione sublinguale, appare in grado, in base a recenti studi, di avere una maggiore efficacia nel ridurre i sintomi primaverili e nel mantenere la riduzione degli stessi anche nelle stagioni polliniche successive alla cessazione della somministrazione della immunoterapia, rispetto alla classica terapia farmacologica.
Roberto Bernardini consiglia: “Nel periodo primaverile estivo bisognerebbe innanzitutto evitare di uscire nelle ore centrali, e più calde, della giornata, durante le quali la concentrazione nell’aria dei pollini è molto elevata. Attenzione anche al vento, che trascina i pollini, e alla pioggia che li frantuma in una miriade di particelle che mantengono intatto il loro potere allergizzante”. Le vacanze perfette? O mare o alta montagna, da evitare completamente campagne e colline e soprattutto i luoghi in cui l’erba è stata tagliata da poco.

[Fonte: Lastampa.it – Foto by Bill Ward’s Brickpile on Flickr.com]