Affetto e libertà nel momento del gioco rendono più forte la relazione mamma-bambino
Feb201312

Una ricerca svolta dagli psicologi dell’Università del Missouri, ha indagato sulle modalità di gioco tra le mamme e i loro bambini, a partire da un anno di età, fino all’ultimo anno di asilo, ed è emerso che imporre regole e giocare in modo adulto influisce sull’affettività del rapporto genitore-figlio. Secondo Jean Ispa, titolare della cattedra di di sviluppo umano e studi sulla famiglia presso l’Università del Missouri, che ha condotto lo studio in questione, i bambini “che hanno l’opportunità di compiere scelte rispetto a ciò che stanno facendo, in maniera particolare nel momento del gioco, crescono meglio”. Gli psicologi hanno ripreso e poi visionato i video di mamme che giocano insieme ai loro figli a 1, 2, 3 e poi 5 anni di età, analizzando i comportamenti delle prime e confrontandoli poi con i sentimenti dei bimbi. La ricerca ha così dimostrato che i bambini creano un miglior rapporto con quelle mamme che lasciano giocare i loro figli con fantasia e creatività, e accettando le regole inventate da questi ultimi. I problemi infatti sorgono quando le madri si mostrano rigide riguardo alle regole di gioco. Qualche esempio? Una mamma che dice di no al figlio quando questo vorrebbe far entrare la mucca dal tetto della fattoria anziché dal portone; oppure la mamma che non permette al proprio bambino di mettere le mani sui fornelli di una finta cucina. Queste mamme spesso pensano di aiutare i figli correggendoli, quando in realtà stanno limitando la loro creatività. In questo caso, inoltre, i bambini si divertono di meno se a giocare con loro c’è la mamma. I ricercatori hanno anche valutato il livello di affettività delle madri nei confronti dei figli durante il gioco ed è emerso che un maggiore livello di affetto riduceva l’effetto dell’inflessibilità. Al contrario, più queste erano negative e critiche e maggiori erano gli effetti negativi dell’essere rigorosi.
“Le madri dovrebbero mostrare affetto nei confronti dei loro figli, sostenendo il loro gioco e limitandosi nel dettare regole rigide sul modo in cui i loro bambini devono giocare”, questa l’opinione della dottoressa Ispa, che prosegue: “Sappiamo che i bambini, senza distinzione di cultura, hanno bisogno di sentirsi amati. I bambini recepiscono il significato di ciò che le loro madri stanno cercando di fare, per cui se una mamma è molto inflessibile e rigida, ma allo stesso tempo è una persona molto affettuosa, credo che il bambino sia portato a pensare, ‘Mia madre sta facendo questo perché si preoccupa di me, e sta cercando di fare il meglio per me’. Se invece questo calore non è presente, allora il bambino potrebbe pensare, ‘Mia madre sta cercando di controllarmi, e non mi piace'”.

[Fonte: Corriere.it – Foto: by blmurch – Flickr.com]